Brescia Città Grande

...una voce fuori dal coro

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Liste civiche

Spuntano ogni giorno liste civiche, più o meno autentiche, ed anche i due grandi partiti pare stiano preparando sia a livello locale che nazionale un loro progetto civico. Si parla di un’iniziativa politica trasversale “che partendo da Brescia vuol costituire una Lista civica nazionale”.

Il vocabolo “civico” sta a significare che la lista che si propone è (o deve apparire) “pulita”, composta cioè di persone non coinvolte in scandali e non compromesse col potere politico. Persone più o meno nuove, prese dalla società civile.

Ciò che viene trascurato è che, una volta elette, queste persone entrano nel meccanismo della politica e vengono inserite negli organismi e nel vecchio gioco del potere. La loro origine (quella di novelli candidati civici nella fase elettorale), viene presto sconvolta: una volta eletti sono entrati nel gioco e come tutti e come sempre sono costretti a stare al gioco.

Tutt’altra cosa è usare il termine “civico” per definire un progetto o un movimento politico – ideologico serio, complesso, che fa riferimento ad un pensiero ben definito nel quale “il civismo non è concepito solo come impegno, partecipazione, afflato relazionale, ma anche come fattore di integrazione democratica, di affiancamento al sistema e di costituzione di una nuova architettura istituzionale”.

In grande sintesi un sistema che preveda “Governo e Parlamento ai politici, Senato ai cittadini e il Presidente della Repubblica, primo fra loro e da loro espresso, garante dell’equilibro fra le parti. Un Senato che torni ad essere luogo delle eccellenze nazionali….. personalità di rilievo, artisti, sportivi, intellettuali, tecnici, artigiani”. Questa è l’essenza del potere civico, vero quarto potere in una democrazia, dove i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario dimostrano seriamente di faticare.

Non ci si lasci ingannare dall’uso improprio e falso del termine “civico”!

Non serve, come chiede Tabacci, quando prospetta una lista civica lombarda e nazionale, “costruire autorità di controllo indipendenti dalla politica”, perché se tutto il sistema è veramente civico, già contiene elementi sufficienti per affiancare e correggere la politica in varie sedi e per varie attività. Un vero sistema civico già fornisce al cittadino ampia garanzia di corretto operare con le sue strutture istituzionali, con l’uso ampio dell’ associazionismo, con spazio libero a leggi di proposta popolare, con rappresentanze non politiche inserite nella politica. Che una lista civica, un partito o un movimento, sinceramente e ufficialmente adottino il pensiero civico come propria guida, come “ideologia”, non può che essere una scelta di grande pregio: trasformerebbe questa lista in una forza politica straordinariamente innovativa, lontana dalla stupidità inconcludente dell’antipolitica e contrapposta alla partitocrazia corrotta e inefficiente.

La forza politica della quale abbiamo veramente bisogno.

 

I testi in corsivo sono tratti da “La mia Rivoluzione”  S.Belli – edizione Grafo.