Brescia Città Grande

...una voce fuori dal coro

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Accoglienza

di Sandro Belli

Col tono della voce medio-alto mia moglie mi dice "Non invitare a cena i figli questa sera perché non abbiamo in casa niente da mangiare...non si può accogliere i figli a pane e acqua !"

( mi scuso per la banalità dell'esempio, ma, meglio delle sofisticate ideologie politiche sociali, la vita quotidiana ti fa riflettere)
Questo è uno dei più sconvolgenti problemi di oggi : l'accoglienza.
Ribadita da tutti coloro che si interessano del sociale, da laici e religiosi, con richiamo a postulati cristiani o sentimenti di umana solidarietà, l'accoglienza è per molti un desiderio istintivo, quasi irrefrenabile. Ma...è sempre possibile? È sempre sostenibile? Non rischia di peggiorare le relazioni fra le persone e fra i gruppi, quando si è in situazioni critiche?
La scorsa settimana, a seguito di un mio improvvido invito ed essendomi dimenticato di avvisare la moglie, figli e fidanzate sono venuti a casa a pranzo......Un disastro e un grande imbarazzo. Non dico che si rubacchiassero il cibo dai piatti più o meno nascostamente, ma poco ci mancava. I giovani, da noi come in tutto il mondo, hanno fame.

Illudere i popoli africani o quelli dell'Est, gli zingari e i migranti d'ogni parte del mondo, invitandoli e dichiarandosi pronti all'accoglienza ,ci carica di gravi responsabilità e di promesse non mantenibili .Forse è più saggio seguire il messaggio di un eccezionale missionario, San Daniele Comboni che ripeteva:" Il problema dell'Africa si risolve in Africa!", volendo significare che le nostre risorse, economiche e morali, vanno impiegate in loco e non ammassando povera gente nel degrado.