Brescia Città Grande

...una voce fuori dal coro

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Piano strategico per la città

Già si sentono le prime lamentele che denunciano a torto o a ragione, l’assenza di un “ piano strategico per la città”. Spesso chi si lamenta, non ne conosce l’esistenza ma ancora più spesso, semplicemente, non lo condivide e dice e scrive che il piano non esiste.

Ricordo che la stessa lamentela, in piena amministrazione di centro – destra, era così riassunta dai portavoce dell’opposizione: “manca un disegno complessivo e una nuova visione della città” (Giornale di Brescia 26/06/2010).

Bresciacittagrande, allora così scriveva: “Se è vero che manchi un disegno complessivo della città non lo sappiamo dire. E’ certo che se c’è, questo disegno del futuro cittadino è poco conosciuto e che, certamente, andrebbe meglio espresso e possibilmente pubblicamente condiviso”.

Non vorremmo più ricadere in questa polemica ma soprattutto vorremmo che questo piano concretamente esistesse e fosse dalla cittadinanza ben conosciuto e condiviso.

Personalmente ritengo che l’Amministrazione pubblica e le forze civiche della città (non parlo certamente solo delle liste civiche) siano in grado di elaborare un piano a medio – lungo termine, indicandone le priorità, le fasi di sviluppo e facendo conoscere alla cittadinanza, periodicamente, gli stati di avanzamento; un Business Plan che lasci trasparire chiaramente un diverso stile di gestione della cosa pubblica e che contenga dati, indici e budget sostenibili e oggettivi.

La scelta strategica è di competenza principalmente del Sindaco che, mi pare abbia una visione completa e complessa della realtà bresciana e quindi le capacità di predisporre priorità e obiettivi.

Bresciacittagrande a suo tempo aveva proposto, come obiettivo principe, che Brescia potesse diventare la città con la più alta qualità della vita possibile, un’area di buon vivere (Well Being) non solo concreto e diffuso, ma soprattutto misurabile.

 

Ogni città ha una sua connotazione scritta sulla sua “carta d’identità”. C’è chi vorrebbe che sulla carta di Brescia fosse scritto principalmente “città culturale”, chi “universitaria”, chi “turistica”, chi “ad alto reddito”, chi “la città della Mille Miglia”.

Preferirei che Brescia possa avere come sua vocazione, come disegno complessivo  e come sua principale identità la qualità della vita (il vivere bene dei cittadini) quel well being che può essere una scelta realizzabile e non generica, oltretutto oggi analizzabile con parametri oggettivi:

BES: indice di benessere equo-solidale o URBES

GWb: general well being

ISU: indice di sviluppo umano

parametri che danno il livello di sostenibilità-felicità di una comunità e di un territorio, la presenza dei quali non può essere solo di contorno o di commento al vivere cittadino, ma deve essere lo strumento principale della gestione politico amministrativa, formidabile guida dell’operare civico.

Il perseguimento di questo maxi obiettivo implica da un lato una stretta vicinanza ad Associazioni e Consulte che possano fornire le indicazioni e la misura del raggiungimento dei singoli valori/livelli, dall’altro lato prevede un’ampia condivisione nel rispetto dei valori e delle sensibilità dell’intera collettività.

Una frequente consultazione e un controllo periodico dei parametri sono  assolutamente indispensabili. L’Amministrazione all’inizio della sua attività, deve  indicare dei target precisi, espressi in indici tecnico statistici, evidenziando i risultati che attende. Gli indici che riguardano il tenore di vita, la salute, l’inquinamento, l’efficienza dei servizi pubblici, la scolarità, la capacità di risparmio e di spesa, ecc., vanno confrontati con i risultati ottenuti ogni 4/6 mesi e illustrati e commentati con la cittadinanza da parte del Sindaco e della giunta.

 

Credo che in questa complessa operazione anche lo Staff del Sindaco possa essere coinvolto e possa operare utilmente, sotto una forte spinta civica e utilizzando varie competenze.