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L'ultimo libro di Monti - La democrazia in Europa

L’ULTIMO LIBRO DI MONTI

La democrazia in Europa

Guardare lontano

A una attenta lettura del libro, si nota che l’autore pare intraveda  la soluzione di tutti i problemi italiani esclusivamente in chiave europea, e parli con una certa ingenuità di un popolo che chiama “gli europei”, un popolo che non esiste.

Mi chiedo: perché un personaggio così esperto ed impegnato nel contesto europeo e vissuto nelle alte sfere degli organismi europei, non si è preoccupato, scandalizzato, inorridito per la permanenza  pervicace  di gravi differenze nei regimi fiscali fra Paese e Paese all’interno dell’Unione e perché non ha vivacemente combattuto i “paradisi fiscali” che in modo diretto o indiretto (ad esempio tramite la Svizzera) permangono e quindi affossano speranze e intenti unitari e democratici?

Come può Monti insistere dicendo che “L’Europa ha bisogno di una rotta chiara…..che si chiama unità” se assistiamo sia ad una scorretta concorrenza fra Stato e Stato nel chiamare investimenti sul proprio territorio, grazie sia a vantaggi fiscali, sia a sconti o astuzie elusive, al permanere del segreto bancario, a frodi più o meno occulte, ecc…?

La crisi in atto non può che acuire la forte antipatia per la disarmonia dei regimi fiscali e l’uomo europeo Monti dovrebbe proporsi come serio e fiero combattente contro paradisi fiscali e similari se vuol contribuire a far nascere quel “popolo europeo” a cui fa riferimento così insistentemente nel suo scritto.

Nel libro l’insistente riferimento a Tocqueville più che proiettarci nel futuro, come si vorrebbe e come recita il titolo del libro, ci fa guardare al passato con la sola soddisfazione di apprezzare  e un po’ invidiare i nostri predecessori.

Quanto al futuro dell’Europa  si dice “Né la storia né la geografia ci impongono l’unità come un destino ineluttabile, ma le affinità che uniscono gli europei e i legami tra le nostre culture”.

E’ evidente che questi legami possono facilmente rompersi se non si risolve il problema di una disparità sociale, fiscale e civile, se si continuano   a nascondere astuzie e protezionismi, disuguaglianze e paradisi dell’elusione.