Brescia Città Grande

...una voce fuori dal coro

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Brescia e la sua identità

Sento ripetere che si vuole ad ogni costo una città estesa, che inglobi le aree limitrofe, per non perdere la dimensione e l’importanza  di essere città–guida. Si cerca l’identità nella sua dimensione sovracittadina, guardando oltre i propri confini, prima di aver definito e condiviso una forte propria identità interna, valore pregnante che affonda le proprie radici nella storia e nella propria specifica cultura urbana; una città con la sua propria anima. A mio parere la città deve essere circoscritta nella sua identità, fatta di quartieri e borghi diversi fra loro per storia, per architettura, per funzione, luoghi nei quali si riesce ad avere la percezione di vivere in un ambiente ed in una realtà che è quella, solo quella. Una realtà lontana da equilibrati e pedanti modelli insediativi e non costruita sugli schemi  a tavolino da urbanisti ed architetti. Una rete di comunicazioni che privilegia una mobilità nascosta, discreta che scorre in parte sotto terra (quella pubblica) e che lasci spazio alle persone nella loro libertà, in bicicletta, in carrozzella, a piedi, a cavallo, in canali navigabili, in auto elettriche. Una città multiforme.

Una città che è fiera della propria identità sa circoscriversi, creando all’interno del proprio territorio uno sviluppo progressivo ed un continuo processo di ammodernamento; evita di debordare invadendo i comuni limitrofi, costringendoli a trasformarsi in quartieri periferici ed imponendo ad essi una struttura urbanistica al mero servizio della città. Svincoli, ponti, superstrade d’accesso… in altri termini lo svilimento più rovinoso del comune limitrofo.

Il cittadino vuol conoscere la propria città, capirne i confini, conoscerne i vari siti, affezionarsi al proprio paesaggio urbano, contribuire a organizzarne i servizi, valorizzarne le risorse. Non certo una realtà isolata nel mondo, ma una città viva, con molte relazioni ed interscambi, ma non una città impersonale, estesa e sparpagliata.

Una città al centro di una rete fisica e virtuale di strade e percorsi, legami nazionali e internazionali. Una città che sa dialogare con i comuni limitrofi e sa gestire sinergie e servizi coordinati. Tuttavia ben delimitata, in modo che quando il cittadino accede al territorio urbano, capisca dove inizia la città, dove comincia quella realtà alla quale è legato da molteplici rapporti e da personali emozioni e responsabilità.

Per affezionarsi a qualsiasi cosa, si ha bisogno di conoscerne i confini, capirne la consistenza, percepirne forma e dimensione.

Lasciamo le “città estese e metropolitane” agli americani, alle metropoli asiatiche, agli insediamenti privi di anima !

Gli ingressi alla città siano evidenziati; i quartieri siano vivaci, con una propria diversità e una propria  vitalità caratterizzante, che possano costituire un insieme urbano veramente unico. Una città fatta di borghi diversi, pur nell’unitarietà del carattere urbano con una cintura che, quasi

fosse una “trama verde”, possa connettere le varie aree verdi, recuperando anche piccoli spazi, al fine di mettere in rete il verde urbano esistente.

E’ utile provvedere ad una segnaletica chiara, che come in tutto il resto d’Europa, porti il visitatore e il cittadino a non sentirsi estraneo. Una segnaletica comprensibile anche dagli stranieri e soprattutto non sbiadita e illeggibile come è oggi in molti quartieri della città.