Brescia Città Grande

...una voce fuori dal coro

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Brescia Verde e ambientalista

I temi dell’ecologia e dell’inquinamento hanno da sempre diviso gli schieramenti politici, quasi ci fosse un partito rispettosissimo dell’ambiente che chiede aria e acqua pure e il partito opposto che invece, predilige vivere nel disastro ecologico.

Evidentemente così non è. In conseguenza di ciò, come troppo spesso accade, si è trasferito esclusivamente alla lotta politica un problema che in gran parte è di contenuto tecnico e, per effetto delle contese tra i partiti, si è fatto troppo poco.

Se ora, semplificando, dividessimo gli interventi possibili in provvedimenti che richiedono grandi investimenti da un lato, e, d’altro lato provvedimenti di facile e non costoso realizzo, sarebbe grave non attuare senza indugi gli interventi di semplice attuazione:

 

  • una ben studiata piantumazione di arbusti già formati e vigorosi come carpini o frassini di 10-15 m e di arbusti di facile manutenzione nelle aiuole e nei parchi cittadini producono un notevole beneficio ambientale e paesaggistico;
  • i laboratori della Photocatalytic Innovative Coverings Applications for Depollution Asessment consigliano di usare cementi e asfalti anti inquinamento conformi alla norma EN 197/1 soprattutto nelle zone più trafficate, al fine di purificare l’aria e di esercitare un’azione deodorante e di decomposizione dei gas tossici;
  • un programmato  lavaggio delle strade soprattutto nei giorni in cui vengono superati i limiti del pm10;
  • un’opera di “disasfaltazione” del territorio cittadino sostituendo l’asfalto con pavimentazioni alternative e semi permeabili.

 

  • un’attenzione particolare ad alcuni dispositivi e/o interventi tecnici come l’efficienza dei sistemi energetici locali, il contrasto allo spreco di energia con controlli seri della temperatura negli edifici, l’adozione di filtri anti particolato sulle vetture, l’uso della domotica residenziale e terziaria e delle relative tecnologie.
  • favorire i possessori di auto Euro 0, 1, 2, nella vendita / rottamazione della loro auto.
  • Una seria considerazione sull’illuminazione pubblica sia nel senso del risparmio di energia sia nel senso di dispositivi e metodologie d’uso che migliorino la sicurezza notturna e offrano maggior effetto scenografico a piazze e monumenti. Basterebbe attentamente studiare la straordinaria realizzazione degli impianti nella città di Zurigo (progetto Oerlikon) che ha permesso di risparmiare il 25% di energia illuminando meglio la città.

 

E’ ovvio che altri interventi più strutturali e di più vasta portata debbano essere messi in conto, compatibilmente con le risorse disponibili, non ultimo un piano per l’assetto idrogeologico e antisismico dell’intero nostro territorio con un occhio particolare ai cambiamenti climatici che hanno in parte sconvolto l’assetto ambientale e ricordando che la provincia di Brescia è la più a rischio sismico della regione.

 

Basta chiacchere politiche e convegni dei partiti in cerca di voti ! E’ ora di agire.

 

Legambiente a Ambiente Italia pubblicano da anni l’Ecosistema Urbano, un indice sintetico sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia. L’indice tiene conto di 25 indicatori relativi ad aria, acque, rifiuti, trasporti e mobilità, spazio verde urbano, energia, politiche ambientali pubbliche e private. E’ ora di mettere questi indicatori (unitamente ad altri), come argomento fisso nella prassi politica amministrativa, con un continuo e serio confronto, ogni quattro mesi, fra consuntivo e indici importati a confronto, da presentare ai cittadini in modo tecnico – oggettivo e trasparente.

 

 

 

 

27/11/2012 - È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea ed entrerà in vigore il 5 dicembre prossimo la Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

La nuova Direttiva impone agli Stati di fissare obiettivi indicativi nazionali per il 2020 e introduce misure giuridicamente vincolanti per favorire un uso più efficiente dell’energia in tutte le fasi della catena energetica, dalla trasformazione alla distribuzione per il consumo finale.

Vediamo nel dettaglio i contenuti della Direttiva che interessano il settore dell’edilizia:

Ristrutturazioni di immobili
Gli Stati dovranno elaborare una strategia a lungo termine per favorire la ristrutturazione degli edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati. Previa ricognizione del parco immobiliare, dovranno essere individuati approcci alle ristrutturazioni efficaci in termini di costi e pertinenti al tipo di edificio e alla zona climatica e misure volte a stimolare gli interventi. Gli Stati dovranno delineare una prospettiva per guidare le decisioni di investimento dei privati, dell’industria edilizia e delle istituzioni finanziarie. La strategia dovrà essere pubblicata entro il 30 aprile 2014 o aggiornata ogni tre anni.

Riqualificazione di edifici pubblici
Dal 1° gennaio 2014 il 3% della superficie degli edifici pubblici riscaldati e/o raffreddati deve essere ristrutturata ogni anno per rispettare almeno i requisiti minimi di prestazione energetica stabiliti in applicazione dell’articolo 4 della
Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia (Direttiva “Edifici a Energia Quasi Zero”, non ancora recepita in Italia). La quota del 3% è calcolata sulla superficie coperta totale degli edifici oltre i 500 mq; tale soglia scenderà a 250 mq a partire dal 9 luglio 2015.