Brescia Città Grande

...una voce fuori dal coro

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Quale candidato sindaco?

A chi mi chiede per chi votare  e qual candidato sindaco io penso di appoggiare rispondo: se ci fosse ancora in lista l’amico e compagno di scuola Paolo Corsini, avrei la tentazione di votare per lui per antica stima ed amicizia.

Nel quadro d’oggi:

ho simpatia e stima per Laura Castelletti che vedrei ottimamente in uno staff o in Giunta come persona attenta alla città, alle sue esigenze e come concreta collaboratrice ad una brillante gestione urbana.

Ho stima in Paroli come persona e non trascuro il fatto che abbia accumulato quattro anni di esperienza, anche a volte sbagliando (“nessuno nasce imparato”). Vedo oggi un Paroli rienergizzato, in cerca di collaboratori competenti ed impegnati: un Paroli 2.0 probabilmente idoneo a un nuovo mandato.

Ho simpatia e amicizia con Francesco Onofri che vedrei accanto ad un buon sindaco, come prezioso stimolatore e come onesto e serio stratega sia sui temi ambientalisti, sia nella moralizzazione della politica.

Non dimentico Emilio Del Bono buon conoscitore della città che, se avesse una base elettorale coesa, potrebbe essere convincente.

Vorrei, comunque prima di una scelta mia personale ed eventualmente per dare qualche consiglio, analizzare bene i loro programmi, ma soprattutto le loro differenze.

 

Il mio personale impegno per la città, nel mio limite, si è espresso con la associazione BresciaCittàGrande, con le sue quaranta idee per la città ed infine con il libretto La mia rivoluzione, che vuol essere una proposta civica vera cioè un civismo non fasullo.

Chi volesse cogliere idee, proposte da questi scritti (cosa in parte già avvenuta) lo faccia senza remore. E’ evidente che più troverò nei programmi dei candidati tracce di civismo vero, più li considererò candidati consigliabili.

Per maturare una scelta penso che per tutti siano importanti i prossimi mesi nei quali i candidati dovranno mostrare capacità  di ascolto e privilegiare il criterio della competenza, contornandosi di collaboratori onesti e preparati.

La mia congenita intolleranza ai despoti (despoti di partito o di Stato poco importa) che mi ha creato e mi continua a creare poca consonanza con Bossi, Berlusconi, Grillo e Vendola, mi porta inevitabilmente a privilegiare partiti, liste e candidati più liberali e aperti al confronto.

Penso infatti che la rinascita della politica possa avvenire solo a condizione che i partiti impostino una deontologia interna più trasparente e democratica, nella quale la libera discussione di gruppo sia non solo possibile, ma  doverosa.

Per concludere: quale sindaco? Vedrei un sindaco “primus inter pares” che guida una giunta di onesti e competenti, La Giunta Civica della Città.